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La catena discount Tuodì in concordato: da settembre riapertura dei negozi

Il gruppo commerciale Dico (con insegne Tuodì market e Tuodì Supefresco) paga gli stipendi di giugno e presenta al tribunale di Roma domanda di concordato preventivo in continuità per mettersi al riparo dalle istanze di sequestro dei creditori (sono già due per ottobre) e tentare di salvare l’azienda. A causa della grave crisi, i sindacati hanno chiesto l’intervento del ministero dello Sviluppo economico che ha convocato le parti per il 19 luglio «salvo, su richiesta aziendale, spostare al 26 luglio – riferisce Giovanni Dalò della Filcams Cgil – per dare più di tempo al commissario giudiziale».

Chiusi 123 negozi
La catena discount, di proprietà della famiglia Faranda, versa in grave crisi finanziaria, tanto che molti dei 400 negozi sono rimasti semivuoti. La società ha disposto la chiusura momentanea di 123 punti vendita in 14 regioni, con 500 addetti (su 4mila totali), con la motivazione che bisogna attendere il ciclo di forniture e che comunque già da settembre saranno progressivamente riaperti. Prima però gli advisor di Dico elaboreranno un piano industriale e finanziario o, in alternativa, un piano di ristrutturazione del debito (ex art. 182 bis) con una maggioranza qualificata dei creditori.
Nel 2015 il gruppo Dico ha fatturato 754 milioni con una perdita di 40,3 milioni (47,5 l’anno prima). I sindaci scrivono che il debito bancario netto è di 197,8 milioni, di cui 193 scadente in 12 mesi, con un passivo corrente che eccede l’attivo corrente per 365 milioni. I Faranda hanno tentato di cedere la catena commerciale a pezzi: prima a un operatore internazionale (80 negozi), poi hanno conferito mandato di vendita a Rothschild e all’avvocato Roberto Cappelli.

La crisi nasce da Coop?
Da cosa nasce la crisi di Tuodì? Nel 2013 sette Coop cedettero Dico alla famiglia Faranda. Nel bilancio 2015 è scritto che i conti «sono fortemente influenzati da costi, oneri e passività subiti da Dico in conseguenza delle numerose violazioni delle dichiarazioni rilasciare da Coop sulla situazione di Dico». Lo stesso anno Dico Tuodì ha attivato un ricorso arbitrale (tuttora pendente) al tribunale di Milano per ottenere indennizzi che valuta in 300 milioni. Dall’altro versante, il presidente di Coop Alleanza 3.0 Adriano Turrini respinge ogni addebito e si rimette alle decisioni dell’arbitrato. Coop sostiene che per la transazione Dico avrebbe risolto un contenzioso tributario pagando 9 milioni.

  • Antero |

    Avete perfettamente ragione, è una grossa responsabilità. I proprietari hanno un sacco di spese e non sono appoggiati da nessuno. Vi auguro che l’arbitrato vi tratti bene.

  • Giorgio |

    Mi rivolgo ai dirigenti e alla proprietà del Tuo Di Market. Io vivo proprio sopra al Tuo Di di settimo milanese (MI). Vi posso assicurare che questa piccola filiale di soli tre casse lavorava alla grande… Ora io vi chiedo se è possibile di dare a me la gestione di questo piccolo market in settimo milanese. Vi farò vedere come si lavora e avere profitto pagando dipendenti tasse e fornitori. Se siete interessati potete scrivermi alla mia e-mail
    Grazie

  • Manuela |

    Riaprirà il punto vendita di Biella?

  • Antonella |

    Anche Firenze Spontini molto utile e molto frequentato nel quartiere. Se non è chiuso, non ha niente dentro da comprare, speriamo riparta. Per noi utenti e anche per i ragazzi, fantastici, che ci lavorano. Lo frequento da anni e mi manca molto

  • suziwong |

    ho lavorato per tale gruppo e la cosa non mi sorprende. e potrei parlare di condotte vergognose.

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