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Antonio Rallo

Unione italiana vini, Antonio Rallo rassegna le dimissioni. Abbona nuovo presidente

Colpo di scena all’Unione italiana vini. Il presidente Antonio Rallo getta la spugna dopo appena un anno dall’elezione.

Con una comunicazione diffusa al termine dei lavori dell’assemblea di Unione italiana vini, Rallo (nella foto) ha rassegnato le dimissioni.

Quali le ragioni di questo fulmine a ciel sereno? All’esterno dell’organizzazione non erano trapelate notizie di particolari contrasti nella Uiv. Molti pensavano che dopo lo scontro con Federvini, l’altra organizzazione d’impresa del vino, e l’esodo di 22 aziende aderenti poi approdate all’associazione di Sandro Boscaini, le acque si fossero calmate.  Rallo ha sempre dato l’impressione di essere un uomo di mediazione: per esempio non ha mai forzato i toni su argomenti spinosi e complessi come il Testo unico vite, su Ocm e sui registri digitali.

Unione italiana vini dichiara 500 aderenti ed è un’associazione complessa, con varie anime: è costituita da tre Federazioni (commercio vinicolo, industriali vinicoli e viticoltori e produttori vinicoli), ciascuna con un proprio presidente e cda, eletti dall’assemblea dei soci, i quali vanno a comporre il Consiglio nazionale di Unione italiana vini. Di questo organo fanno parte di diritto anche i presidenti delle associazioni affiliate, Med.&A., Agivi e Anformape, che esprimono altri membri e i presidenti.

Solo ragioni personali
Rallo esclude qualsiasi altra ragione, se non quelle personali, alla base delle dimissioni. “Ho preso questa decisione per ragioni di carattere personale e per l’impossibilità di garantire all’Uiv una piena disponibilità temporale che, oggi, non riesco più ad assicurare, con la continuità e la costanza con cui ho affrontato questo mandato, iniziato a maggio 2016 – ha spiegato l’imprenditore siciliano. I nuovi progetti dell’azienda di famiglia che conduco con mia sorella, e la perdita di nostro padre che ne era una colonna portante, mi hanno spinto a prendere una decisione ponderata, con la serenità di chi è consapevole dei propri limiti fisici e “geografici” – e le distanze dalla Sicilia contano – e della conseguente valutazione di ciò che ciascuno di noi può apportare, in questo momento, alla guida dell’associazione. In cuor mio ho sentito l’esigenza di fermarmi ora, con il rigore che ha sempre contraddistinto ogni mia scelta, per educazione e cultura imprenditoriale,  sapendo che lascio la presidenza ma non il gruppo dirigente, in quanto resto consigliere”.

Lavoro intenso e proficuo
Poi Rallo fa un consuntivo del lavoro svolto. “E’ stato un anno di lavoro intenso, un’esperienza bellissima, anche per il valore delle persone con le quali ho condiviso questo percorso di riorganizzazione e rafforzamento di Unione italiana vini e di tutte le sue strutture operative, conseguendo risultati significativi. Uiv continuerà quanto fatto sinora, per la crescita della rappresentanza del sistema vino italiano, nel rapporto con le istituzioni e con il tessuto economico del Paese. Il sistema vitivinicolo  è un comparto vitale del made in Italy e dobbiamo rivendicarne il ruolo e l’apporto. Dopo la recente approvazione del Testo unico della Vite e del Vino, e dopo gli accordi internazionali di libero scambio, traguardi ai quali Uiv ha contribuito, confidiamo adesso anche nella nuova legge sull’enoturismo, in corso di approvazione, per completare un disegno importante di riforme da molto tempo atteso ed ormai quasi realizzato”.

Nuovo presidente
Ernesto Abbona, amministratore delegato della Marchesi di Barolo, è stato poi nominato,  per acclamazione, nuovo presidente dell’Uiv. Tra le priorità indicate da Abbona, la revisione del sistema delle autorizzazioni all’impianto di nuovi vigneti, lo sblocco dei fondi dell’Ocm promozione (finiti in Italia in un fuoco incrociato di ricorsi al Tar) e il capitolo dei nuovi sistemi di etichettatura che dovrebbero introdurre anche nel caso di vini e prodotti alcolici il riferimento agli ingredienti e alle informazioni nutrizionali.