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Nel 2016 Coop Centro Italia perde 55 milioni e svaluta Mps per 75 milioni

Per Coop Centro Italia una maxi svalutazione (non è una novità) di circa 75 milioni dei titoli Mps in portafoglio. Dal 2012 i titoli Mps sono stati un calvario: la svalutazione totale è stata di almeno 215 milioni.

Coop Centro Italia ha chiuso l’esercizio 2016 con ricavi in calo da 578 milioni a 568 milioni e una perdita netta di 55 milioni (+44 milioni l’anno precedente). Non va bene nemmeno il prestito sociale, il cui ammontare scivola nel 2016 da 552 milioni a 504 con 67.711 risparmiatori.
Nel complesso la galassia nazionale Coop gestisce risparmi da soci per 11 miliardi, nell’ambito delle norme stabilite dalla legge. Bankitalia ha solo poteri regolatori e non di vigilanza.
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Tra distribuzione e finanza
La Cooperativa sfiora il tetto fissato dalla Banca di Italia con un rapporto tra il prestito sociale raccolto (appunto 504 milioni) e i mezzi propri consolidati (173,7 milioni) pari a 2,90. Il limite è 3.  Se superato sarebbe scattato l’obbligo della fidejussione.
Certo la situazione di Coop Centro Italia non è paragonabile a quella critica di Unicoop Tirreno che nel 2015 aveva un rapporto di 1 a 6.  E tanto meno a Coop Carnica fallita.   Si è pienamente nell’area della “normalità”. Tuttavia il rendimento del portafoglio nel 2016 è stato di appena l’1,37%: quello di un normale fondo monetario, ma con tanti rischi.

La cooperativa umbra opera con 62 punti vendita e realizza la metà delle vendite in Umbria, il 37% in Toscana e il resto tra Abruzzo e Lazio. L’anno scorso tutte le regioni hanno registrato cali nelle vendite. E per quest’anno è anche peggio: il budget di Coop Centro Italia indica un calo delle vendite a due cifre, addirittura dell’11,5%. Perchè? Nessuno lo dice, ma ora il gioco si fa duro e il Piano industriale impone di tagliare i rami secchi della rete commerciale.

Addio a Mps?
Che farà ora la cooperativa presieduta da Giorgio Raggi? Cederà il pacchetto di Mps? No. Nonostante perdite di centinaia di milioni la società commerciale ritiene strategici gli investimenti in Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare Spoleto e Unipol in quanto sono banche presenti nel territorio di riferimento e in Unipol perchè controllata direttamente dal movimento cooperativo.

  • Ugo |

    l’articolo è assolutamente chiaro e riporta correttamente i dati per poter comprendere al meglio la situazione. Sorvola però su un aspetto: che non tutta la minusvalenza è stata portata a bilancio……
    Nell’articolo viene citata Unicoop Tirreno con il rapporto di 1 a 6 al 2015…..forse sarebbe stato corretto ricordare che al 31/12/2016 tale indice è sceso sotto l’1 a 3, per effetto della sottoscrizione di strumenti partecipativi da parte delle altre principali COOP di consumo e per la riduzione del prestito sociale (ciò non vuol dire comunque che Unicoop Tirreno brilli, anzi, tutt’altro….)

  • Giancarlo |

    A me sembra di capire che i ricavi sono stati di 568 milioni con un calo di 10…

  • Mario |

    Ma rileggete quello che scrivete?
    10 milioni e 568 milioni che importo è?

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