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Generale Conserve cede il pomodoro De Rica al Consorzio del Casalasco

Il pomodoro con il tonno non va e Generale Conserve ha ceduto il marchio De Rica al Consorzio Casalasco del Pomodoro, titolare del marchio Pomì. De Rica era stato acquisito da Generale Conserve (con gestione Vito Gulli, poi uscito) da Conserve Italia (che controlla Cirio) nel  dicembre del 2013 staccando un assegno di 6,5 milioni per un fatturato di 8 milioni.  Il prezzo della transazione di oggi non è noto.

Non con il tonno
De Rica è rimasto nel portafoglio della società genovese, molto focalizzata sul tonno in scatola As do Mar, meno di quattro anni. Intanto al comando di Generale Conserve è arrivato Adolfo Valsecchi che ha rilanciato le attività del gruppo a suon di milioni e deve aver capito dall’inizio che il gruppo doveva focalizzarsi solo sul tonno.  Le sinergie con la carne Manzotin e il pomodoro De Rica non ce n’erano poi tante: sono mestieri diversi. E il pomodoro è considerato quasi una commodity.  Manzotin  è stato ceduto nel gennaio del 2016 al gruppo Cremonini e ora è arrivato il turno di De Rica. Ed è probabile che si creino finalmente le sinergie giuste con Casalasco-Pomì e il mondo cooperativo oltre che un posizionamento adeguato.

Peso piuma
Quanto incide De Rica in un mercato del pomodoro affollatissimo e con una forte pressione promozione?  Nel 2016 Iri assegnava a De Rica una quota di mercato a volume e a valore dell’1,3% (è il decimo player), pochissimo rispetto al 28,2% a valore di Mutti, al 21,8% delle private label e al 9,8% di Cirio.

Generale Conserve nel 2016 ha realizzato ricavi per circa 156 milioni di euro. Il fatturato dell’azienda, precisa l’industria ligure, è sviluppato per il 60% circa da marchi propri: Asdomar nel mercato premium detiene una quota, a valore, di circa il 7%.

La padana Casalasco ha una produzione di 550mila tonnellate di pomodoro fresco, trasformato nei 3 stabilimenti di proprietà ed esportato in 60 Paesi.