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Barilla, meno crescita dei ricavi ma più redditività: nel 2016 +17% del Mol e cassa netta per 66 milioni

Incertezza politica nelle economie avanzate e fragilità di quelle emergenti non hanno impedito, nel 2016, a Barilla di aumentare volumi e fatturato, grazie ai prodotti salutistici e al comparto pasta e sughi, ma soprattutto di dare slancio alla redditività fino a registrare liquidità netta in cassa. Nella mappa mondiale, trainanti i mercati della vecchia Europa e della Russia, consolidamento della leadership negli Usa e crescita dei mercati emergenti.
L’anno scorso il gruppo Barilla (opera in 100 mercati) ha realizzato ricavi consolidati per 3,4 miliardi di euro, +1% che, al netto dell’effetto cambio, corrisponde a un incremento del 2%. A fronte di una mini crescita delle vendite il Mol è migliorato del 17% a 512 milioni, con un’incidenza sul fatturato del 15% (13% l’anno prima); il margine operativo ha fatto un balzo di oltre il 20% a 379,6 milioni mentre l’utile netto è salito da 172 milioni a 239. La posizione finanziaria netta è diventata attiva per 66 milioni contro un -170 milioni dell’esercizio precedente. La prova che la multinazionale emiliana è capace di generare cassa.
Barilla è attiva nella produzione e commercializzazione dei prodotti primo piatto (paste e sughi)a marchi Barilla, Voiello, Misko, Filiz, Yemina e Vesta; nei prodotti da forno principalmente con i brand Mulino Bianco, Pavesi, Wasa e Harrys.
Inoltre ha avviato da qualche anno Barilla Restaurants che, con alcuni ristoranti negli Usa e in Medio oriente (2 a Dubai in franchising), punta a sviluppare la cultura gastronomica italiana e lo stile di vita mediterraneo nel mondo.

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Usa e Russia trainanti
Nel 2016 le soddisfazione maggiori sono arrivate dalla Vecchio continente: i volumi sono cresciuti complessivamente del 4% e il fatturato del 3% (a tassi di cambio costanti), trainati da pasta e sughi.
A livello di singole aree, le performance migliori sono quelle dell’Est: +4% a volume e +6% a valore, con in testa Polonia, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. In Russia (dove operano anche De Cecco e Colussi) la crescita è stata del 34% a volume e del 37% a valore (a cambi costanti). In particolare, in Russia la crescita delle quote di mercato di pasta (dal 2015 prodotta nello stabilimento di Solne?nogorsk, vicino a Mosca) ha spinto, secondo l’azienda,il brand Barilla al vertice nelle aree di Mosca e S. Pietroburgo e confermandosi al secondo posto, a valore, nell’intero mercato nazionale.
In Europa occidentale lo sviluppo è stato più contenuto: volumi +3% e fatturato dell’1%. Più in dettaglio, in Francia, nonostante la strategia di focalizzazione sui prodotti di marca e la competizione sui prezzi, ha realizzato un aumento del 2% dei volumi a parità di fatturato. In Centro Europa i volumi sono aumentati del 5% e il fatturato del 3%. In Germania pasta, sughi e pani hanno arrotondato le quote di mercato sia a volume che a valore.
Nelle Americhe, gli Stati Uniti (malgrado il rallentamento dell’economia) Barilla ha incrementato la quota di mercato a valore del 1%, al 31,4%, grazie ai prodotti classici (pasta di semola e Pasta pronto) e ai prodotti innovativi Barilla Premium Pasta (che includono gluten free, Collezione e pasta biologica). In Messico, la quota di mercato nella grande distribuzione ha raggiunto il 33,5% a valore (+0,3%), in Brasile (alla prese con la recessione) si sono mantenute le quote di mercato mentre in Canada, la quota di mercato del gruppo emiliano a valore, nel segmento pasta, è all’11,4% (+0,9%), principalmente per le nuove attività di marketing a supporto del trade.
Nei mercati emergenti i ricavi sono cresciuti del 6%, grazie soprattutto allo sviluppo dei volumi.

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Più sughi nel Belpaese 
In Italia il 2016 è stato molto difficile: causa bassa crescita, scarsa fiducia dei consumatori e deflazione.
I prodotti di marca, anche se in miglioramento rispetto all’anno precedente, hanno continuato a perdere terreno, mentre le marche locali e private continuavano a crescere. La grande distribuzione, dove Barilla è uno dei player principali, ha perso volumi anche nel 2016, mentre il canale discount ha continuato a crescere con le nuove aperture.
Nonostante il freno tirato, Barilla ha raggiunto risultati lievemente inferiori all’anno precedente bilanciando una performance positiva nel business di pasta (specie Voiello) e sughi con la leggera flessione del bakery.
L’anno scorso Barilla ha investito 118 milioni per miglioramenti tecnici (il 3,5% del fatturato), compresi il completamento della linea produttiva della pasta gluten free negli Usa e quella dei pani secchi gluten free in Germania.