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In Cassa integrazione 1.843 dipendenti della catena commerciale Dico Tuodì

Accordo raggiunto tra sindacati e catena commerciale Dico-Tuodì per la concessione della Cassa integrazione straordinaria. Ieri al ministero del Lavoro l’azienda romana ha accettato di anticipare il trattamento di integrazione salariale per 1.843 addetti. Garantiti anche gli stipendi di agosto mentre niente da fare per l’erogazione della 14esima mensilità, il rimborso fiscale del 730 e il rateo dei 10 giorni del mese di luglio. Su questi capitoli, antecedenti all’istanza di concordato preventivo in continuità presentata da Dico-Tuodì, dovrà decidere il giudice fallimentare.
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Per chi scatta
In dettaglio, la Cigs interesserà tutti i 1.843 dipendenti della catena discount: si potrà ricorrere fino al 40% degli addetti per la parte amministrativa, fino al 20% per i negozi ancora aperti e fino al 100% per i punti vendita chiusi. L’azienda ha «temporaneamente» chiuso 120 negozi con 640 addetti.
«Non si poteva ottenere di più – spiega il sindacalista della Filcams-Cgil Giovanni Dalò -. Nella riunione di fine agosto l’azienda aveva rifiutato di anticipare il trattamento della Cigs. Ora il prossimo appuntamento è fissato il 19 settembre al ministero dello Sviluppo economico: ci dovranno esporre il piano industriale, ma dovremo anche vigilare sulla gestione della cassa integrazione».
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Liguria in vendita
Nel corso del tavolo convocato in agosto era emerso, secondo quanto riferito dai sindacalisti, che sette punti vendita, tutti in Liguria e attualmente aperti, sarebbero al centro di una trattativa di cessione. Il problema per Dico-Tuodì è però molto più ampio: nel 2016 i ricavi sono stati di 705,6 milioni (754 l’esercizio precedente), un Ebitda di -25 milioni (-32,2 milioni), una maxi perdita di 238,5 milioni (-37,3 milioni) generata da 192,5 milioni di ammortamenti, svalutazione crediti e svalutazioni delle immobilizzazioni. Il debito netto bancario è di 230,6 milioni, di cui 229,7 milioni scadenti entro 12 mesi.

  • Debora |

    Le aziende di imprenditoria in forte espansione in un anno devono fare poi i conti con le banche, i piani di sviluppo aziendale andrebbero seguiti in maniera da garantire un Ebit agli imprenditori ma il sano lavoro parte dall’interno e dalla svelta di strategie commerciali concrete .

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