Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
premiomasi

Premio Masi, tre donne vincitrici su cinque. Alla scrittrice Mukagasana il Grosso d’oro veneziano

Cade il velo sui cinque vincitori della 36^ edizione del Premio Masi, riconoscimento conferito a personaggi originari delle Venezie che si sono distinti nei campi della letteratura, dell’arte, del giornalismo, della scienza, dello spettacolo e dell’economia.
Quest’anno i vincitori sono Emilio Franzina, Paola Marini e Elena Zambon per il premio Civiltà Veneta; a Lugi Moio il Premio Internazionale per Civiltà del Vino e a Yolande Mukagasana per il Premio Internazionale Grosso D’Oro Veneziano. La cerimonia di premiazione sarà il 30 settembre.

Fra tutti la più nota a livello internazionale è la scrittrice Yolande Mukagasana, originaria del Rwanda, sopravvisssuta al genocidio dei Tutsi del 1994. Yolande durante i terribili “cento giorni” perde  il marito e i figli ma riesce a salvarsi. L’agghiacciante racconto di quella incredibile storia è nel libro La morte non mi ha voluta. Dopo il genocidio Yolande si rifugia in Belgio dove, nel 1999, ottiene la cittadinanza. È qui che inizia la sua attività di scrittrice e di attivista cercando di portare, a livello internazionale, l’attenzione sulla tragedia che colpisce il Rwanda.
.

Edizione in rosa
Tra le chiavi di lettura dei riconoscimenti di questa edizione spicca quella al femminile. Sono infatti donne tre dei cinque vincitori (l’imprenditrice Elena Zambon, la
storica dell’arte Paola Marini, e la ruandese Yolande Mukagasana, già candidata al Nobel per la pace).
Altro fil rouge è la valorizzazione del “fare memoria” quale strumento per capire il presente e dare fondamenta al futuro. E’ quanto si evince dai riconoscimenti assegnati allo storico
Emilio Franzina e all’attivista Mukagasana.
.

Memoria e conoscenza
Allo stesso modo memoria e conoscenza diventano cultura condivisa anche nell’attività dell’enologo Luigi Moio, di Franzina, della Marini e della Zambon con la sua Fondazione Zoé.
“I nomi dei premiati e il loro vissuto portano in primo piano temi talvolta urgenti e anche di drammatica attualità per l’Europa e il nostro Paese – commenta il presidente della Fondazione Isabella Bossi Fedrigotti -.  Confidiamo che anche in questa edizione il Premio rappresenti l’occasione per accrescere la conoscenza culturale, l’unica che può dare avvio a un cambiamento positivo e consapevole.”
Per Sandro Boscaini, vice presidente Fondazione Masi e presidente Masi Agricola “le figure premiate e le loro testimonianze sono esempio per le giovani generazioni ma sono
anche stimolo per noi tutti nel riappropriarci di quei valori, oggi confusamente offuscati, che in passato hanno permesso al nostro Paese di crescere, sia culturalmente che industrialmente,
contribuendo così al benessere generale”.