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Unicoop Tirreno: più patrimonio meno prestito sociale. Domani a Roma l’inaugurazione di Euroma2

Lavori in corso a Unicoop Tirreno. La cooperativa di consumo di Piombino si ristruttura, normalizza i parametri finanziari e ammoderna la rete commerciale. Ripartendo dall’IperCoop Euroma2, uno dei più importanti centri commerciali della capitale. L’inaugurazione è fissata per giovedì 7 settembre. L’investimento è di 3 milioni: segue quello di un milione stanziato per il rinnovo dell’IperCoop di Via Casilina e anticipa quello previsto per il supermercato di via Laurentina.

L’operazione di ristrutturazione dell’IperCoop Euroma2 non modifica la tipologia e la superficie di vendita (che resta di 5mila mq), “ma cambia – secondo la cooperativa presieduta da Marco Lami – la concezione del punto vendita con un’evoluzione dell’offerta e con un livello di servizio qualificato centrato sui prodotti freschi e freschissimi. Il tutto non a scapito della convenienza dei prezzi”.
Eppoi sugli scaffali molti prodotti locali, la forneria e la gastronomia fatti all’interno, una grande area di ortofrutticoli bio, il sushi prodotto e venduto in diretta, una grande cantina e le birre artigianali con i migliori vini laziali.
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Il nuovo concept
La nuova formula di IperCoop romana può essere una chiave per contrastare la grande crisi degli ipermercati che interessa da anni i player in Italia e anche in altri Paesi europei. Da sottolineare che il nuovo caseificio di IperCoop Euroma2 per la produzione a vista della mozzarella di latte di bufala sarà gestito da Roberto Battaglia, l’imprenditore casertano che vive sotto scorta per aver denunciato e fatto arrestare esponenti del clan dei Casalesi. A Roma l’insegna Coop è presente con i 6 negozi di Unicoop Tirreno e i 31 di Distribuzione Roma che fa capo a Coop Alleanza 3.0.
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Lavori in corso Il 2016 è stato un anno cruciale per Unicoop Tirreno, reduce da una crisi profonda e da una ristrutturazione commerciale e finanziaria tuttora in corso .
Negli ultimi sei anni la cooperativa di Piombino ha registrato perdite in bilancio per circa 140 milioni, con una importante erosione del patrimonio. Il varo di un Piano industriale ha permesso alla Cooperativa di intervenire in profondità e primi mesi del 2017 i dati ottenuti sono in linea con il budget che ipotizza il dimezzamento della perdita della gestione caratteristica (deve tornare a produrre reddito entro tre anni), una sostanziale tenuta delle vendite e una consistente riduzione dei costi gestionali.
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Croce rossa
La partita finanziaria L’anno scorso Unicoop Tirreno è stata salvata da un’iniezione di liquidità di altre cooperative di consumo e di Coopfond: si è fatto ricorso alla sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi che hanno consentito di quasi raddoppiare il patrimonio (da 175 miloni a 307) e riportare il rapporto tra prestito sociale e patrimonio sotto il 3, come indicano le norme di Bankitalia. In dettaglio l’iniezione di risorse fresche è stata di 170 milioni, il patrimonio è risalito, a fine 2016, da 175 milioni a 307 e il rapporto tra prestito sociale e patrimonio netto è sceso da 6,28 a 3,01 di dicembre 2016. Un pelo oltre il limite e comunque troppo a ridosso della linea rossa.

Paradossalmente ha fatto comodo lo scivolone del prestito sociale: 1,1 miliardi nel 2015, 924 milioni nel 2016 e 756 milioni nel giugno 2017. La rapida contrazione del prestito sociale ha sgonfiato anche il rapporto prestito sociale/patrimonio netto a 2,46. Missione compiuta. Almeno sotto il profilo finanziario.