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L'ingresso di uno stabilimento Electrolux

Electrolux, a Susegana al sabato lavorano solo i volontari

Si riallacciano i fili del dialogo tra Electrolux e lavoratori. C’è voluto però un coordinamento con i sindacati nazionali per superare alcune ruggini tra azienda ed Rsu. Alla fine il coordinamento di Mestre non è stato risolutivo (e non poteva esserlo) ma le Rsu sono tornate a casa con alcune indicazioni verbali dell’azienda di cui parleranno in fabbrica il giorno 20 a Susegana (Treviso) e il 22 a Forlì. Poi il 26 settembre si riunirà nuovamente il coordinamento azienda-sindacati per il secondo round.

Intanto nella fabbrica di frigoriferi di Susegana il no dei lavoratori ai 4 sabati consecutivi di straordinario proposti è stato superato con il coinvolgimento, il 2 settembre, di 240 addetti volontari, alcuni interni e altri provenienti dagli stabilimenti Electrolux di Solaro e Porcia. Per sabato 9 settembre ci sono uomini sufficienti per far salire le linee di produzione da due a tre.

Incentivo di 70mila euro 
Sull’agenda di Mestre, in particolare, c’erano la definizione dei valori degli incentivi da proporre a dipendenti interessati alla mobilità volontaria, il congelamento dei contratti di solidarietà a Susegana e una maggiorazione del premio per le ore di straordinario nel caso si giungesse a un’intesa, sempre a Susegana, per il rientro in azienda nei giorni di sabato.

«A Mestre non c’erano le condizioni per trattare di nulla – mette le mani avanti Roberta Roncone, segretario nazionale di Fim con delega agli elettrodomestici – ma sono arrivate alcune indicazioni dall’azienda. Per esempio, l’aumento degli incentivi all’esodo per l’autoimprenditorialità che potrebbe aumentare da 50mila a 70mila a persona. Gli incentivi tornerebbero utili nello stabilimento di Solaro, dove i volumi sono molto scarsi: siamo sotto di ben 300mila pezzi. A Solaro la solidarietà terminerà il prossimo marzo e se non ci fosse una normalizzazione si creerebbero non pochi problemi».
Per Gianluca Ficco, dirigente nazionale Uilm, risolvere la questione della sospensione della solidarietà, e non solo per la trentina di lavoratori a ridotta mobilità, «è dirimente».

Gli obiettivi
Dal fronte della Fiom riferiscono che, a Mestre, l’azienda ha posto il tema della necessità di aumentare la produzione negli stabilimenti di Susegana e Forlì, arrivando a 820mila frigoriferi prodotti a fine anno (contro un obiettivo iniziale di 850mila) e ulteriori 50mila forni e piani cottura nel sito di Forlì.
«Abbiamo chiesto all’azienda – riferisce il delegato Fiom Sandro Rui – di aumentare la maggiorazione oraria per gli straordinari del sabato di uno-due euro, ma la direzione vorrebbe legarlo a specifici obiettivi da raggiungere. Tuttavia la cosa più importante per Susegana è la verifica dei volumi produttivi dei prossimi mesi: se si potesse sospendere la solidarietà nei mesi di pieno regime produttivo si potrebbe poi garantire ai lavoratori un “tesoretto” da utilizzare eventualmente nei periodi di magra».