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Dopo Acetum, Italia terra di conquista ma anche noi siamo predatori

L’Italia perde un altro pezzo delle sue eccellenze? No. Trattasi di capitali esteri (benedetti) che arrivano nel nostro Paese: Associated British Foods ha acquisito Acetum, big italiano dell’aceto Balsamico di Modena Igp. Le Denominazioni, come Acetum, hanno la particolarità di essere legate al territorio. Cioè gli stabilimenti non si possono esportare.  Associated British Foods è quotata alla Borsa di Londra e produce il noto marchio di the Twinings. Ha rilevato l’80% dal fondo Clessidra e il restante 20% dai soci fondatori Cesare Mazzetti e Marco Bombarda.

I marchi di Acetum includono Mazzetti, Acetum e Fini. Acetum produce anche glasse balsamiche, aceto di vino e di mela e ha realizzato nel 2016 vendite per 103 milioni in oltre 60
paesi. Il completamento dell’operazione è al vaglio Antitrust in Germania e in Austria.
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Italiani all’estero

Italia alimentare terra di conquista? Sì: alle multinazionali estere fa gola il brand made in Italy, ma anche le imprese italiane negli ultimi anni hanno fatto shopping sui mercati esteri.
La cessione dell’aceto balsamico Acetum (come altre Denominazioni non si può portare all’estero) alla britannica Abf ha rilanciato i timori di un Paese con aziende più prede che predatori, privato delle sue eccellenze alimentari, a causa di imprese troppo piccole, in difficoltà nell’approcciare i mercati lontani.
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La lista
Negli ultimi anni la lista delle incursioni dall’estero è lunga e spazia in molti comparti del food e beverage: lo scorso dicembre il produttore francese di Champagne Epi ha acquistato il controllo della cantina Biondi Santi, icona del Brunello di Montalcino, compresi anche 152 ettari di vigneti. L’anno scorso la catena di gelaterie Grom è stata rilevata (anche per difficoltà gestionali) dalla multinazionale anglo-olandese Unilever; il brand della birra Peroni è transitato dall’orbita della sudafricana SabMiller a quella della nipponica Asahi mentre il colosso Ab Inbev ha bevuto l’artigianale Birra del Borgo; l’imprenditore americano Kyle Krause ha conquistato i “Barolisti” Vietti ed Enrico Serafino proiettando la Langa nel novero delle grandi denominazioni mondiali. Nel 2014 i marchi Sagra e Berio sono passati sotto l’ombrello del cinese Yimin; nello stesso anno, il Pastificio Garofalo ha ceduto la maggioranza agli spagnoli di Ebro Foods che hanno rilevato anche il 40% di Riso Scotti.

In precedenza la triade Bertolli, Carapelli e Sasso è passata dalla spagnola Sos al fondo statunitense Cvc Capital Partners. Eppoi ancora l’icona Gancia è stata acquisita dal re della vodka russo Rustam Tariko, i vini Ruffino dall’americana Constellation e i prosciutti Fiorucci fanno capo ai messicani di Alfa.

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Da Lavazza in giù
In direzione opposta, nel 2016 l’acquisizione della francese Carte Noire da parte di Lavazza è stata la terza operazione a valore (700 milioni) mentre, nello stesso settore, Segafredo ha rilevato la portoghese Nuticafes. Ferrero ha fatto un boccone dei biscotti della belga Delacre, del cioccolato della britannica Thortons, dei cioccolatini americani Fannie May e delle nocciole della turca Oltan. Nell’ultimo biennio Granarolo ha realizzato una dozzina di acquisizioni tra estero e Italia, Campari ha bevuto il Grand Marnier, Cremonini è impegnata nella campagna di acquisizioni di distributori internazionali mentre De Cecco ha rilevato il numero 1 russo della pasta, First Pasta.

  • violi augusto |

    non sono assolutamente d’accordo con l’impostazione del titolo. Le acquisizioni italiane sono ridicole rispetto a quelle straniere: abbiamo , di fatto , ceduto il controllo di gruppi industriali ( immagino che nessuno , pere esempio, creda alla favola di FCA e Pirelli come impresa italiana) , assicurazioni , banche ( d’affari e no) e &.
    Non si tratta di negare il cosidetto mercato, termine peraltro ambiguo nella storia del pensiero economico.
    Il fatto è che un paese perde anche l’autonomia politica se perde quella economica , per semplificare. ai minimi termini.
    Cordialità

    Augusto Violi

    Augusto Violi

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