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Il boom di Rana negli Stati Uniti: in quattro anni 160 milioni di fatturato

Il mercato americano traina la crescita di Rana. Dopo un avvio lento, la pasta fresca ripiena piace sempre di più agli americani e la multinazionale veronese sta per completare, con un investimento di 20 milioni di euro, il secondo stabilimento a Chicago, con annesso un centro ricerche.

L’azienda accelera anche sugli investimenti in Europa: ha destinato 21 milioni al rafforzamento produttivo e al centro ricerche veneto di San Giovanni Lupatoto. L’anno scorso il gruppo Rana (produce pasta ripiena e di semola, gnocchi, lasagne e sughi freschi) ha realizzato un fatturato consolidato di 586 milioni, in crescita del 7,4%; dal 2012 i ricavi sono balzati del 57%.
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Italia al top
Nonostante la crisi dei consumi in Italia le vendite sono aumentate del 7,8%, un pelo più dell’export: +7,2%. Ma il mercato americano rimane il volàno con un balzo del 13,6%. I ricavi delle società americane del gruppo sono arrivati a 160 milioni di dollari, il 10% in più dei 146 milioni dell’esercizio precedente che aveva registrato addirittura uno strappo del 36%.

Gli Stati Uniti hanno ingranato la quarta grazie ai ristoranti ma soprattutto con l’ingresso sugli scaffali delle grandi catene commerciali, a partire da Walmart. L’Ebitda consolidato è stato di 44,7 milioni (in calo del 9,4%), l’utile operativo di 21,3 milioni (-28,6%) e il risultato netto di 10,9 milioni, in contrazione rispetto ai 15,6 dell’anno prima.
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La mappa europea
L’azienda non parla, ma le quote di Rana sono in evidente crescita oltre che in Italia e negli Usa anche in Francia, Germania, Spagna. Come? Puntando su qualità del prodotto e pubblicità e promozione. La qualità ha prevalso sui competitor che puntavano sulla leva del prezzo. Ma per piegarli l’azienda (che ha quasi 1.500 addetti) non ha lesinato investimenti in pubblicità e marketing: circa 38 milioni, in netto crescita rispetto ai 24,8 dell’esercizio precedente. I premi e i contributi (presumibilmente alle catene commerciali) sono aumentati da 24,8 milioni a quasi 38 milioni.

La posizione finanziaria netta del gruppo Rana si è appesantita a 104,5 milioni da 96,7, a causa degli ingenti investimenti messi in campo: 43,4 milioni contro i 22 milioni del 2015. Il debito verso banche è di 219 milioni (190) ma l’azienda ha in cassa circa 118 milioni, 24 milioni in più dell’anno prima. Di questi 7,6 milioni di dollari sono depositati sui conti delle controllate americane a garanzia degli impegni assunti.
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Banca Rana
Perchè pagare complessivamente 3,3 milioni di interessi alle banche disponendo di questo tesoretto? L’ad Gian Luca Rana non risponde ma in bilancio è scritto che «l’incremento delle disponibilità liquide è correlato al rimborso dei finanziamenti (appena 48 milioni ndr)scadenti entro i 12 mesi successivi… La società ha deciso di aumentare ulteriormente la disponibilità a fronte di un aumento del debito a medio termine, in previsione dell’importante piano di investimenti».

E l’esercizio 2017? L’andamento dei primi mesi dell’anno sono positivi e l’azienda prevede un miglioramento dei risultati economici. La maggioranza (il 50,18%) del gruppo Rana fa capo alla fiduciaria Aletti, il 42,4% a Gian Luca Rana, il 2,5% al padre ottantenne Giovanni e il resto è in portafoglio al Pastificio.