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Il Centro di Arese: il più grande centro commerciale d’Italia fattura 600 milioni

Ma come va Il Centro di Marco Brunelli? Inutile chiedere al quasi novantenne (il prossimo 2 dicembre) e riservatissimo imprenditore milanese. Non dà risposte.
Il più grande centro commerciale d’Italia di Arese è stato inaugurato nell’aprile del 2016 e costruito negli anni precedenti, quando la crisi dei centri commerciali e degli ipermercati era evidente. Il centro di Arese potrebbe essere costato fra i 200 e i 300 milioni.

Su Il Centro non ci sono dati ufficiali anche se “visivamente” durante i week end è preso d’assalto. Ci sono solo dati parziali: per i 9 mesi del 2016 l’azienda dichiara 13 milioni di visitatori  (48mila medi al giorno) e un fatturato di 600 milioni. Tanto o poco per i 200 negozi, i 25 ristoranti e l’ipermercato Iper (scuderia Brunelli)?

Non si sa. Di certo c’è che Canova 2007, la holding di Brunelli ha registrato un balzo del business immobiliare: gli affitti attivi, relativi prevalentemente alle gallerie commerciali, hanno segnato uno strappo del 79% a 52 milioni. La crescita è riferibile a Il Centro di Arese e al consolidamento al 100% del Fiordaliso di Rozzano (Milano).  Il secondo business del gruppo è quello della ristorazione, anche questo corre: nell’esercizio 2016 sono migliorati del 15% a 64,5 milioni, soprattutto per le nuove aperture di pizzerie e ristoranti.
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Gdo a rilento
Meno brillante il business della grande distribuzione: i ricavi complessivi sono cresciuti dell’1,8% a 2,444 miliardi. Nel gruppo però convivono tanti mestieri: i 27 ipermercati Iper hanno realizzato vendite nette consolidate per  1,56 miliardi contro  1,5 miliardi dell’esercizio precedente, con un incremento del 4%, ma mettendoci dentro i 9 mesi de Il Centro e gli 8 mesi del consolidamento del 100% di Rozzano. Le vendite dei prodotti a marca privata e marchi di fantasia si sono attestate all’11,50% (9,60% nel 2015).

Quasi fermi supermercati e negozi di prossimità (121 negozi a insegne Unes e U2): vendite nette a 829 milioni, +0,8% circa rispetto all’anno precedente. Alta la quota dei prodotti a marchio: 40,4% (+1,9%).
Infine lo scivolone dei centri di distribuzione: da 74,8 milioni a 52.
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Più ricavi e più debiti
Nel complesso l’impero di Brunelli ha realizzato un fatturato consolidato di 2,65 miliardi, +1,2%, un Ebitda di 181 milioni (173 l’anno prima) e un utile netto di 40,4 milioni (75,4).

Quale la situazione finanziaria del gruppo? In un anno la posizione finanziaria netta si è appesantita di 140 milioni: nel dicembre 2016 era negativa per 618,8 milioni. Il debito verso banche a 12 mesi ammontava a 213,5 milioni. Il rapporto debito netto/Ebitda è di 3,4 volte.

Il gruppo di Brunelli ha un capitale investito di 1,26 miliardi coperto per 368 milioni dal capitale proprio, 279 milioni da soci per finanziamento mentre 618,8 milioni fanno riferimento alla posizione finanziaria netta. Il patrimonio materiale disponibile (gli immobili commerciali) è di 1,15 miliardi (dato del 2015).

Chi sono i soci di Brunelli? Se stesso. Precisamente: il 51,01% delle azioni sono in usufrutto a Marco Brunelli e in nuda proprietà alla fiduciari Mb Trust company; il restante 48,99% a Marco Brunelli.