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Dico-Tuodì, riaprono i negozi ma il Piano di rilancio arriverà a novembre

Niente di fatto al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Dico-Tuodì.
I sindacati riferiscono che i delegati della catena commerciale discount non hanno comunicato i termini del Piano di rilancio. Rinviando tutto al prossimo incontro che si terrà ai primi di novembre, in vista del 19 novembre, limite per la presentazione al giudice fallimentare del Piano aziendale dopo l’avvio della procedure per il concordato preventivo in continuità.

“Ci hanno riferito – commenta Giovanni Dalò, dirigente di Filcam Cgil – che hanno riaperto 7-8 negozi. E che ne riapriranno una trentina in ottobre: ma non sappiamo se i punti vendita saranno davvero riforniti di merce”.
Dalò lamenta anche la mancanza di risposte sui temi della 14esima mensilità, sul rimborso fiscale del 730 e sui lavoratori esternalizzati.

Nelle scorse settimane era stata raggiunta un’intesa per la concessione della Cassa integrazione straordinaria che coinvolge 1.843 addetti.

Conti verità
La crisi del gruppo commerciale è finanziaria prima ancora che industriale. Dico spa ha chiuso il 2016 con ricavi di 705,6 milioni (754 l’esercizio precedente), un Ebitda di -25 milioni (-32,2 milioni), una maxi perdita di 238,5 milioni (-37,3 milioni) e lo scorso dicembre il patrimonio netto è precipitato fino a -196,8 milioni.

La voragine d’esercizio si è aperta soprattutto a causa di 192,5 milioni di ammortamenti, svalutazione crediti e svalutazioni delle immobilizzazioni. Il debito netto bancario è di 230,6 milioni, di cui 229,7 milioni scadenti entro 12 mesi.

 

  • roberto bozzini |

    A Chiavari dove io abito il punto vendita Tuodì è sempre rimasto aperto ma con metri e metri di banchi completamenti vuoti

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