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Prodotti contraffatti denunciati da Coldiretti

L’accordo Ceta abbatte dazi e riconosce le Dop, ma per Coldiretti colpisce il made in Italy

E’ scattato oggi (sia pure in via provvisoria) il Ceta, l’accordo di libero scambio Ue-Canada

L’accordo prevede quasi azzeramento dei dazi doganali, riconoscimento per la prima volta di una quarantina di prodotti del made in Italy Igp e Dop, apertura alle importazioni
di formaggi dove l’Italia è un big, semplificazione per l’export di vini e liquori ma anche di pasta, biscotti, dolciumi, preparati come la salsa di pomodoro.

Crollano i costi per l’export in Canada, le quali nel 2015 hanno raggiunto quota di 5,1 miliardi complessivi, di cui 1,4 di servizi, 1 di macchinari, 286 milioni nel settore auto, 301 di calzature e abbigliamento con la pelletteria.
E sul fronte agroalimentare circa un altro miliardo, con 528 milioni per i prodotti processati (secondo esportatore Ue), 40 per formaggi e latticini (primo esportatore Ue), 300 per i vini e 39 per acque minerali.

Taglio ai dazi
Con il Ceta, i dazi nell’agroalimentare saranno tagliati del 90,9% per arrivare al 91,7% in un arco di 7 anni, e negli altri settori il taglio sarà del 98%. Non solo. Ottawa aumenterà di
18.500 tonnellate la quota di formaggi libera da dazi, che altrimenti sono del 227%. E ben 11 sono, tra l’altro, gli italiani (tra cui Parmigiano, Grana, Pecorino, Gorgonzola e
Mozzarella di bufala) tra quelli che, con il Ceta, saranno per la prima volta tutelati in Canada, Paese storicamente contrario al sistema europeo.

Tra i 39 prodotti Igp/Dop italiani sui 143 complessivi Ue della lista riconosciuta dal Ceta – che contiene quindi quasi un terzo di made in Italy – ci sono anche altre
eccellenze come il prosciutto di Parma, il San Daniele, la bresaola della Valtellina ma anche l’aceto balsamico di Modena, l’arancia rossa di Sicilia e il pomodoro Pachino. Il Ceta
contiene poi disposizioni che rafforzeranno la tutela delle denominazioni dei vini e permetteranno di superare barriere tecniche all’export.

L’altra faccia della medaglia
L’Ue apre a sua volta alle carni canadesi, ma con contingenti limitati a dazio zero (50mila tonnellate di manzo pari allo 0,6% dei consumi europei, e 75mila per le carni
suine pari allo 0,4%), e rigorosamente senza ormoni e in linea con le norme europee sanitarie.

Pro e contro
Il Ceta, ha sottolineato il ministro Maurizio Martina, “è una grande opportunità per le nostre produzioni di qualità che per la prima volta vengono tutelate nel mercato canadese”. E anche
per l’Aicig, l’associazione delle Igp, il risultato principale dell’intesa commerciale è proprio “il riconoscimento da parte del Canada del principio delle denominazioni tutelate”.

Resta invece forte l’opposizione di Coldiretti – impegnata nella campagna #stopCETA insieme tra gli altri a Cgil, Arci, Adusbef, Legambiente, Greenpeace, Slow Food, Federconsumatori  – secondo
cui “è un regalo alle grandi lobby industriali dell’alimentare che colpisce il vero Made in Italy”.
Il Ceta, infatti, insiste Greenpeace, “dà alle multinazionali canadesi e Usa gli strumenti per minare le regole” Ue dell’agroalimentare.

Attacco al grano
Secondo la Coldiretti emiliano-romagno, nell’accordo Ceta “dei 44 prodotti a denominazione di origine dell’Emilia-Romagna” solo 12 vengono riconosciuti mentre gli altri 32 non avranno nessuna tutela. Inoltre 30mila produttori di grano regionale “non potranno dormire sonni tranquilli perché l’accordo uccide il grano duro italiano con il crollo dei prezzi favorito dall’azzeramento strutturale dei dazi per l’importazione dal Canada dove peraltro viene fatto un uso intensivo di glifosate nella fase di pre-raccolta, vietato in Italia”.

Infine, per la prima volta nella storia, l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, come il prosciutto di Parma e il Parmigiano reggiano che si vedrà affiancato sui mercati dalla produzione canadese di ‘Parmesan'”.