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Volano i consumi di birra. Ad Heineken la birreria artigianale Hibu

Volano i consumi di birra in Italia e Heineken cavalca l’onda crescendo in estate dell’11% nella grande distribuzione, investendo quest’anno oltre 20 milioni dei 65 del triennio 2015/17 e rilevando la birra artigianale Hibu.
«È in atto una piccola rivoluzione – osserva l’ad di Heineken Italia Soren Hagh – gli italiani apprezzano molto le birre più evolute e, in generale, consumano di più. Una situazione analoga l’abbiamo vissuta in Spagna 30 anni fa. Ma probabilmente la birra si avvantaggia anche della crisi dei soft drink: la birra è percepita come un prodotto naturale».
Complice un’estate torrida, i consumi sono schizzati: nel canale moderno (compreso il discount) Iri rileva nei primi 8 mesi del 2017 una crescita delle vendite di birra sull’anno precedente del 7,7% a volume e del 7,2% a 1,5 miliardi. A trainare, in particolare, le birre speciali, assortite e sopra i 6 gradi. In frenata, le analcoliche e le aromatizzate.
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Al top nella Gdo
Sempre nei primi 8 mesi del 2017, Heineken cresce dell’11% a 315 milioni nella grande distribuzione (con una quota del 37,3% a valore), seguita da Asahi-Peroni (16%) con una crescita dell’11% a 135 milioni, da AbInbev (14,5%) del 9,7% a 123 milioni, da Carlsberg (9,4%) del 10% e Bavaria (4,2%) del 7,9%.
Tuttavia nel business delle birre speciali la mappa cambia: AbInbev balza al 31% di quota, seguita, a distanza, da Heineken a circa il 20%, Royal Unibrew al 13%, Carlsberg e Bavaria intorno al 7% e Peroni addirittura al 2,5%.
«Le speciali sono un’area strategica – osserva il top manager danese – e giochiamo un ruolo importante; per esempio, con Moretti: penso alla Bianca, una Weiss, un prodotto che molti italiani non hanno assaggiato. Penso a Ichnusa, un marchio di proprietà di Heineken ma difatto patrimonio dei sardi: grazie anche alla non filtrata, è un successo incredibile che, a fine settembre, ha triplicato le vendite».
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Blade sul bancone
Nell’Horeca, dove le birre importate hanno grande peso, la ricetta è che la birra con la stella rossa punti sui nuovi prodotti ma anche su Blade, uno sistema per la birra alla spina per i piccoli esercizi pubblici. «Se la spina non è fresca non c’è gusto – premette Hagh -. Blade è un grande investimento di Heineken, di lungo periodo. Come lo è la birra artigianale americana Lagunitas Ipa su cui puntiamo: questa birra è appena sbarcata in Europa e ha bisogno della catena del freddo per mantenere le caratteristiche. Un impegno rilevante ma Heineken ci crede».
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Il traino delle artigianali
A proposito delle birre artigianali, Heineken ha realizzato la prima acquisizione in Italia con Hibu, un anno dopo quella del concorrente Ab Inbev con Birra del Borgo. «Le artigianali – spiega Hagh – hanno svolto un ruolo importante per l’immagine della birra, ma anche per il recupero del gusto. Che l’industria aveva trascurato».
La controllata Dibevit commercializzerà le oltre 30 etichette della brianzola Hibu per mezzo di 400 distributori. L’anno scorso Hibu ha fatturato circa un milione, con una perdita di 106mila euro (125mila l’anno prima).
Heineken Italia comprende 7 aziende e nel 2016 ha realizzato un fatturato aggregato (al netto delle accise) di 1,043 miliardi (+1,5%), pagato accise per oltre 181 milioni, e effettuato investimenti per 23,4 milioni.

  • Beerpower |

    Hibu è un birrificio agricolo, non artigianale. Producono qua in zona malto e alcuni luppoli. Foss’anche che il nome ne perderà, speriamo le birre non cambiano!

  • Andrea |

    …e di conseguenza HIBU non è più un birrificio artigianale, “si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e microfiltrazione”, “per piccolo birrificio indipendente si intende un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi”. DDL S 1328-B

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