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Esselunga a caccia di prestiti per finanziare l’acquisizione di 83 immobili

Va avanti il progetto di preparazione alla quotazione. Dopo aver deliberato l’acquisizione del 67,5% di La Villata Partecipazioni, la società di casa Caprotti che possiede 83 immobili commerciali funzionali alla attività, Esselunga spa ha deliberato di procedere con l’emissione di un prestito obbligazionario quotato presso un mercato regolamentato, al fine di rimborsare il prestito sindacato bancario acceso per il pagamento della quota acquisita.

Esselunga SpA ha dato mandato a Banca Imi, Citi, Mediobanca e Unicredit, in qualità di joint bookrunner, di organizzare il roadshow di presentazione dell’operazione, dedicato a investitori istituzionali europei. Il roadshow partirà giovedì 12 ottobre da Milano e toccherà le principali piazze finanziarie europee.
La società ha appena ottenuto il riconoscimento del rating da Moody’s ed S&P rispettivamente di Baa2- e BBB-.

Nel bilancio della holding immobiliare Villata, gli asset ammontano a 987 milioni e il patrimonio netto arriva a 920 milioni.

Perchè un’azienda come Esselunga che ha una Posizione finanziaria netta negativa per soli 55 milioni (116 l’anno prima) e un Ebitda di 661 milioni lancia un prestito obbligazionario (penalizzato dal rischio Italia)? Probabilmente spera di pagare meno e stabilizzare il costo del debito nel tempo.
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I numeri di Esselunga
La catena commerciale Esselunga è pressoché sconosciuta al Centro sud Italia ma al Nord è una delle principali catene italiane del canale moderno. Controlla oltre 150 tra superstore e supermarket in Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Liguria e Lazio.

La catena della grande distribuzione italiana ha chiuso il 2016 con vendite (a rete corrente) in crescita del 3,1% a 7,5 miliardi di euro. In rallentamento rispetto al 4,3% del precedente esercizio. A parità di negozi e considerando il taglio dei prezzi dell’1,1%, i ricavi sono in sostanziale equilibrio, in media con il mercato.
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Tuttavia il margine operativo lordo è salito (per il secondo anno consecutivo) da 626 a 661 milioni mentre sono in calo, per le svalutazioni immobiliari, sia l’utile operativo che il risultato netto, rispettivamente, da 431 a 405 milioni e da 291 a 262 milioni. Nonostante la frenata, l’incidenza dell’utile operativo sui ricavi è del 5,4%, al di sopra della media di sistema del 2%. Esselunga rimane comunque una macchina ben oliata: gli utili macinati nel periodo 2010-2016 superano di slancio 1,6 miliardi.