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Il food italiano negli Usa: per il 90% concentrato in dieci Stati, negli altri 40 il vuoto

Corre l’export negli Usa di alimentare made in Italy, ma solo nei grandi Stati della costa orientale e in California: nel resto c’è poco. I primi tre Stati, New Jersey, California e New York, assorbono il 60% dell’export tricolore e i Top 10 addirittura il 90%. Da un sondaggio emerge che gli americani sono disposti a pagare un premio per il vero made in Italy ma nel Midwest il prezzo più alto diventa un ostacolo all’acquisto. Nel complesso le potenzialità di crescita dell’export agroalimentare italiano sono consistenti. Questo e altre evidenze emergono da uno studio di Nomisma e Crif presentato in occasione del Forum Agrifood Monitor.

«Il consumo di food&beverage italiano è ancora fortemente concentrato negli Stati costieri – concorda Denis Pantini, responsabile dell’area agroalimentare di Nomisma – ma le potenzialità di crescita sono tante, alla luce del posizionamento e della reputazione di cui godono i nostri prodotti. Nel Midwest invece, pur riconoscendo la qualità del made in Italy, sono più sensibili al prezzo e spendono poco».

Gli Usa? Un Bengodi
Gli Usa sono una sorta di Bengodi per gli esportatori di agroalimentare di tutto il mondo: l’import è gigantesco, oltre 130 miliardi di euro nel 2016 che valgono il primato di principale Paese importatore di agroalimentare.

Cosa acquistano gli americani dall’Italia? Soprattutto i prodotti tipici: vino, olio d’oliva, formaggi e pasta pesano per circa il 65% sull’import agroalimentare complessivo. Ma tuttosommato l’Italia ha un peso marginale: il 3,4%.

Quali le prospettive? Nel primo semestre 2017, l’import è cresciuto del 6,9% a 1,92 miliardi di euro. Negli Usa inoltre il reddito medio pro-capite annuo è compreso tra i 42mila e 57mila dollari (gli italiani sono lontani, a 31mila) ed è previsto in ulteriore crescita di oltre il 14% nei prossimi cinque anni.

Scaffali da riempire
Ma come guadagnare quote di mercato nel Midwest? “Braccino” corto a parte, i prodotti italiani sono obiettivamente poco presenti sugli scaffali delle catene commerciali del Midwest. E infatti il Piano del made in Italy lanciato da governo italiano e Ice nel 2016 (stanziati 120 milioni fino al 2017) ha l’obiettivo di spingere l’ingresso di 1.500 imprese sugli scaffali dei retailer Usa, di cui 370 per la prima volta. Inoltre lo scorso maggio Ice ha siglato una partnership con il colosso Usa Walmart per la distribuzione di 3.600 prodotti. L’accordo prevede anche l’utilizzo del logo Extraordinary Italian Taste su tutto il materiale promozionale e di marketing: insegne, etichette, brochure, pubblicità online.