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Perugina: Nestlé e sindacati si siedono al tavolo delle trattative. Il 9 novembre al Mise

Tregua tra Perugina e sindacati, ma ancora non si vede una soluzione alla questione dei 340 esuberi dello stabilimento di San Sisto.
Oggi, dopo un incontro in Confindustria Umbria, i sindacati  e l’azienda hanno “convenuto di congelare i percorsi rivolti alla riallocazione esterna per favorire la ripresa di un percorso comune rivolto a reperire tutte le proposte, anche di carattere industriale, utili a ridurre l’impatto occupazionale”. I sindacati hanno revocato lo stato di agitazione.
L’azienda ha ribadito la validità del Piano industriale. Le parti si vedranno il prossimo 19 ottobre ancora in Confindustria a Perugia e il 9 novembre al ministero dello Sviluppo economico.

La matassa
Tradotto significa che sindacati e azienda hanno accolto l’invito del viceministro Bellanova di deporre le armi per 6 mesi e sedersi a un tavolo per trovare un compromesso. Sono previsti anche incontri bimestrali al Mise.
Nei fatti, Nestlè conferma di voler investire 60 milioni sullo stabilimento di San Sisto e sul processo d’internazionalizzazione, specie per il Bacio Perugina. Ma c’è bisogno di tempo per conquistare quote sui mercati esteri e poi il 40% dei volumi futuri dipende dalla volontà delle consociate estere Nestlé. La multinazionale sta faticosamente rivedendo la sua strategia e la presenza in Italia, dopo aver chiuso l’ultimo biennio con perdite per 43 milioni. Probabilmente anche per la scarsa innovazione dei prodotti. Tuttavia conta anche il nuovo orientamento del vertice di Vevey.

I sindacati, spaccati Cgil e Cisl, hanno accettato la mediazione di Bellanova: esamineranno tutte le proposte, comprese quelle di qualche aiuto pubblico per risolvere il problema dei 340 esuberi. Ma giugno non è lontano e bisogna trovare una soluzione prima che scada l’ammortizzatore della cassa integrazione. Non più applicabile.