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Faro Antitrust: Whirlpool, Electrolux e Candy rinunciano a 30 euro per gli interventi su prodotti in garanzia

Whirlpool, Candy Hoover e Electrolux fanno marcia indietro e si salvano da possibili sanzioni Antitrust. L’Autorità ha accettato gli impegni assunti dai tre grandi produttori e ha chiuso tre istruttorie avviate nel marzo scorso.

Le promesse
Quali gli impegni? Whirlpool, Candy Hoover e Electrolux si sono impegnate a non richiedere più il pagamento di alcun diritto di chiamata (30 euro) per gli interventi in garanzia, anche dopo i primi 6 mesi dalla consegna. Il secondo impegno è non escludere alcuna parte dei prodotti dalla garanzia legale di conformità, anche quando trattasi di parti usurabili. Il terzo impegno è non utilizzare numeri a sovrapprezzo per le richieste di intervento da parte dei consumatori.

Chiamate salate
In particolare il faro dell’antitrust si era acceso sulla richiesta del pagamento di 30 euro per ogni intervento in garanzia legale (primi due anni) dopo i primi 6 mesi dalla consegna del prodotto, sull’esclusione di parti dei prodotti dalla assistenza in garanzia e sull’utilizzo di un numero telefonico con sovrapprezzo per la richiesta dell’intervento.
Inoltre, per il solo gruppo Whirlpool, risultavano limitazioni alle modalità di esercizio del diritto di recesso per le vendite di accessori sul proprio shop su internet e modalità ingannevoli di pubblicizzazione della vendita di servizi di assistenza aggiuntivi fino a 5 anni.

  • fabrizio |

    Io voglio il rimborso dei soldi spesi e non prodotti da acquistare !!!!!

  • fabrizuo |

    Io voglio il rimborso dei soldi spesi e non prodotti da acquistare !!!!!

  • Francesco Fontanini |

    E’ la solita soluzione all’italiana, in compensazione di un abuso dell’azienda Whirlpool ho ricevuto un “buono acquisto” di €30….!!! …così, per “risarcirmi” del danno procuratomi mi obbliga ad acquistare un suo prodotto …che non sarà mai di €30 ma ben superiore così alla fine ci guadagna. Ma a cosa servono queste Autorità di garanzia se non ai loro stipendioni senza tutelare realmente il cittadino?

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