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I vini del Centro sud sotto la lente: Moncaro, Falesco, Montevetrano e Galardi

Viaggio alla scoperta di quattro big del Centro sud. Di scena a Taormina Gourmet 2017, manifestazione promossa da cronachedigusto.it a Giardini Naxos, il marchigiano Moncaro, il laziale Falesco e i campani Montevetrano e Galardi.

Tre annate diverse per ciascuno dei vini di punta, in totale 12 vini degustati. In “cattedra” Riccardo Cotarella, enologo, e Doctor wine Daniele Cernilli.

Ecco le note di degustazione:

Moncaro, Docg Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Novali, Riserva 2003 – Sentori di susina, note leggermente affumicate, acidità sostenuta e grande salinità; un vino strutturato e potente frutto di un’annata molto calda.

Moncaro, Docg Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Novali, Riserva 2008 – Note fermentative ancora presenti. Frutta fresca e mandorla. Acidità molto rinfrescante. Vino ancora molto giovane, nonostante la sua annata. Struttura e persistenza importanti. Più agile rispetto all’annata 2003.

Moncaro, Docg Castelli di Jesi Verdicchio Classico Vigna Novali, Riserva 2013 – Profumi nitidi, grande persistenza. Un vino agile con potenziale di invecchiamento che darà sicuramente piacevoli sorprese in futuro.

Falesco, Igp Rosso Lazio, Montiano, 2007 – Sentori di lampone e toni balsamici, tannini molto raffinati e acidità. Un vino elegante nonostante l’alta gradazione alcolica. Una delle migliori annate.

Falesco, Igp Rosso Lazio, Montiano, 2009 – Vino più fenolico rispetto all’annata precedente, con tannini più ruvidi frutto di un’annata più fresca. Forti e preminenti i sentori di mentolo.

Falesco, Igp Rosso Lazio, Montiano, 2012 – Note di frutti rossi e ottima persistenza, tannini fini ed eleganti.

Montevetrano, Igt Colli di Salerno, 2005 – Note balsamiche e fruttate, acidità rinfrescante, tannini vellutati in buona parte già risolti, elegante ma con calore e struttura mediterranea.

Montevetrano, Igt Colli di Salerno, 2008 – Più esile rispetto 2005 ma anche più elegante, simile allo stile bordolese. Vellutato con una buona persistenza e un’acidità preponderante.

Montevetrano, Igt Colli di Salerno, 2014 – Frutto di un’annata piovosa e difficile, ha tannini ancora evidenti dovuti alla giovinezza del vino. Fa presagire un’evoluzione, equilibrato.

Galardi, Igt Roccamonfina, Terra di lavoro, 2008 – Note affumicate molto evidenti, note terziarie di idrocarburo, bacche, ribes nero. Tannini forti ma non astringenti.

Galardi, Igt Roccamonfina, Terra di lavoro, 2010 – Toni balsamici e meno affumicati rispetto all’annata 2008. Acidità più rinfrescante che tampona bene i tannini. Elegante, promette bene.

Galardi, Igt Roccamonfina, Terra di lavoro, 2001 – Note terziarie di maggiore evoluzione e apertura olfattiva. Sta invecchiando bene e presenta già accenni balsamici e sentori di liquirizia. L’annata migliore delle tre degustate.