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Grande distribuzione, nel 2017 vendite spinte da freddo e caldo. Ma l’anno prossimo è frenata

Frenata delle vendite nella grande distribuzione, crescita del discount e ulteriore rafforzamento delle canale moderno a spese del piccolo commercio. Sono queste le indicazioni che arrivano per l’anno prossimo dagli operatori commerciali e dalle previsioni di Iri.
Secondo l’istituto di ricerche di mercato e analisi per le aziende del largo consumo, nel 2018 le vendite di prodotti confezionati tireranno il freno: +1,1% a 65,5 miliardi e +0,7% a volume. Quasi un dimezzamento della crescita rispetto al 2017 che ha beneficiato di fattori stagionali eccezionali. Il 2017 dovrebbe chiudersi con uno strappo, a valore, del 2% e, a volume, dell’1,6%.

Rete stabile
Sempre per l’anno prossimo gli operatori prevedono un consolidamento del trend attuale della rete commerciale: sostanziale stabilità della grande distribuzione, sviluppo del canale specialistico del drugstore e del discount, scivolamento ulteriore del negozio tradizionale grocery. All’interno del canale della grande distribuzione, rimarranno stabili i format super e superstore, ancora in contrazione iper e superette.

Come spiegare l’allungo delle vendite di quest’anno e la frenata del 2018? Per Iri il freddo dell’inverno scorso e l’estate molto calda hanno stimolato una crescita dei volumi di alimentari e bevande. Alimentari e bevande trainano la crescita mentre i prodotti per la cura della casa segnano il passo. Inoltre le scelte delle famiglie verso prodotti di maggior valore hanno spinto all’insù il prezzo medio. Tuttavia per l’anno prossimo, Iri prevede che difficilmente si riproporranno fattori stagionali altrettanto favorevoli ai consumi. L’andamento previsto per la spesa è del +1,1%, di cui mezzo punto di inflazione.

Marca privata di corsa
«Sono un po’ più ottimista di Iri – esordisce Giorgio Santambrogio, ad del gruppo VéGé -. L’anno corrente ha sfruttato un clima favorevole e un upgrading di prezzo nel carrello, ma credo che nel 2018, a fronte di un indebolimento della marca industriale, la marca del distributore possa fare la differenza. Per esempio, ci sono potenzialità ancora inespresse nelle mie insegne – che pure vantano il 18% di ricavi dalla marca propria – ma che dovranno ancora dare il meglio». Quanto allo sviluppo della rete commerciale, Santambrogio auspica che «si ponga maggior attenzione alla razionalizzazione e all’ammodernamento dell’esistente piuttosto che a una corsa sfrenata all’estensione».

Selex, 50 aperture
Tasca, dg di Selex (insegne Famila, A&O, Alì, Emi), premette che le previsioni di Iri gli sembrano corrette, poi si sofferma sugli investimenti della rete. «Quest’anno stiamo completando le ultime nuove aperture delle 50 programmate – sostiene il top manager – per un investimento di 225 milioni, comprese le ristrutturazioni: la rete non deve avere una vetustà superiore ai 7-8 anni».
E per il 2018? «Abbiamo in budget investimenti per 300 milioni – sottolinea Tasca -. Ci orientiamo verso format compresi tra 1.500 e 2.500 mq, con spazio adeguato ai freschissimi e ai reparti assistiti».
Per il 2017 i ricavi di Selex dovrebbero crescere in una forchetta del 4,2-4,4%, a rete corrente, «ma siamo positivi anche a rete costante» conclude Tasca.