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La ristorazione riprende fiato con il cibo “veloce”: solo nel 2019 sui livelli pre-crisi

I consumi fuori casa invertono rotta e accelerano la crescita, ma i livelli pre-crisi si raggiungeranno solo nel 2019, con 63,6 miliardi di euro. In recupero di circa 4,4 miliardi rispetto al minimo del 2014. Quest’anno la crescita della ristorazione, secondo Npd Group, dovrebbe fermarsi all’1,4%, il prossimo colpo d’acceleratore al 2,1% e nel 2019 si raggiungerà il picco del triennio con un +2,4%. Il recupero del picco storico sarà trainato soprattutto dal comparto della ristorazione “veloce” che nei prossimi anni vedrà il maggiore apporto di innovazione in termini di prodotti e servizi.
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Fast food

« La crescita – osserva Matteo Figura, direttore foodservice Italia di Npd Group – sarà guidata dai luoghi a servizio veloce che hanno avviato una fase di forte rinnovamento. Ma la ripresa passa anche attraverso la crescita dell’area del pranzo. Da considerare anche la trasformazione delle catene e il digital che ha favorito l’esplosione del servizio di delivery».
Secondo Npd Group, la spesa crescerà a un ritmo più sostenuti rispetto alle visite: «I consumatori tenderanno a non aumentare la frequenza – aggiunge Figura – ma in compenso, crescerà la loro propensione a spendere, grazie a una maggiore attenzione alla qualità del cibo e dell’esperienza di consumo».
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Arcipelago Horeca 
Nel corso dell’evento dedicato a “Famiglie e birra, la spina dorsale dei consumi fuori casa”, promosso dall’Osservatorio Birra Moretti e condotto da Althesys, la Federazione italiana pubblici esercizi ha stimato in 325mila gli esercizi commerciali che somministrano alimenti e bevande, con 687mila addetti. Con 48 punti di consumo ogni 10mila abitanti, il comparto dell’Horeca italiano è uno dei più frammentati d’Europa. In Francia sono 23, in Germania 24 e nel Regno Unito 25. Solo la Spagna ci supera con 62 esercizi commerciali.

Nel nostro Paese la categoria ristoranti (che accorpa anche le pasticcerie e le gelaterie) rappresenta il 53,1% del totale degli esercizi commerciali; i bar sono il 45,9% mentre il restante 1% include tutte le altre strutture. Il nostro mercato è anche quello dove opera solo il 5,4% di catene commerciali, contro il 28,5% di Francia e Germania e il 37,7% del Regno Unito.
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Una birra, un tesoro
Nel biennio 2016/17 i consumi di birra nell’Horeca ma anche nella grande distribuzione hanno registrato una brusca (e forse inattesa) accelerazione, superiore alla media del food & beverage. «Quest’anno i consumi italiani della birra – ha stimato Soren Hagh, ad di Heineken Italia – viaggiano con una crescita compresa fra il 3 e il 4%, la più elevata d’Europa. Ha dato una mano l’estate calda, ma lo sviluppo è proseguito anche in autunno.
C’è un mutamento strutturale dei consumi: i giovani bevono più birra, ma in generale si beve di più e meglio». In Italia l’Horeca veicola 8 milioni di ettolitri di birra, che si traducono in 6 miliardi di euro per gli esercenti, quasi l’8% dei ricavi totali.