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PiramideAlimentare

L’indice di sostenibilità di Barilla: Francia al top, l’Italia scivola al settimo posto

Bis della Francia. Il modello alimentare dei transalpini è complessivamente il migliore. Seguono Giappone e Germania. Italia solo al settimo posto e perde una posizione rispetto all’anno scorso.
Dopo il successo del 2016, i transalpini si riconfermano prima all’interno del “Food Sustainability Index”, l’indice sviluppato dall’Economist Intelligence Unit in collaborazione con il Barilla Center for Food & Nutrition (Bcfn). Questo analizza la sostenibilità del sistema alimentare di 34 Paesi rappresentanti l’87% del Pil globale e due terzi della popolazione mondiale.
L’indice è stato presentato in occasione dell’ottavo Forum della Fondazione Barilla su alimentazione e nutrizione che si tiene a Milano.
Il modello
La Francia rimane leader indiscusso in sostenibilità alimentare, grazie all’ottima performance ottenuta sui tre pilastri alla base del Food Sustainability Index: spreco di cibo, agricoltura sostenibile e sfide nutrizionali.
Il Paese d’Oltralpe viene riconosciuto il migliore per aver adottato politiche concrete per la riduzione dello spreco, sia a livello industriale che domestico, in un mondo dove circa un terzo di tutta la produzione globale di cibo viene buttata via. La classifica continua con Giappone, Germania, Spagna, Svezia, Portogallo, Italia, Corea del Sud e Ungheria.
Tutti questi paesi “hanno dimostrato di avere una politica governativa forte ed efficace su temi come lo spreco di cibo, le pratiche agricole attente alla tutela dell’ambiente, l’innovazione in agricoltura e l’educazione alimentare”.
Quanto pesa il Pil
Nonostante la classifica denoti come i paesi ad alto reddito abbiano performance molto positive all’interno dell’indice, ci sono alcune eccezioni. A esempio, pur avendo il più alto Pil pro capite, gli Emirati Arabi Uniti si classificano all’ultimo posto, mentre l’Etiopia, il paese più povero tra quelli analizzati si piazza al 12esimo posto.
Gli Emirati Arabi Uniti condividono con gli altri paesi del mondo arabo valutazioni negative per l’eccessivo spreco alimentare, l’aumento costante dell’obesità tra la popolazione e l’agricoltura sostenibile che si traduce in scarsità di acqua e la conseguente dipendenza dalle falde acquifere e da costosi impianti di desalinizzazione.
Disastro Usa
In questa classifica globale, gli Stati Uniti si trovano al 21esimo posto soprattutto a causa di alcune valutazioni negative in materia di agricoltura sostenibile. In termini di sfide nutrizionali, sottolinea una nota della Fondazione Barilla, gli Stati Uniti si posizionano al 24esimo posto trainati dall’elevato consumo di carne e grassi saturi e dal fatto che il contenuto di zuccheri nella dieta degli americani è il più alto tra tutti i 34 paesi analizzati dallo studio.
L’Italia, secondo la nuova classifica, si posiziona al settimo posto (era sesta lo scorso anno ma con meno “concorrenti”) ma è prima per quanto riguarda la sostenibilità della produzione agricola. Molti progressi sono stati fatti anche nella lotta agli sprechi alimentari, mentre progressi restano da fare nella lotta all’obesità.