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Centromarca: il Bollino blu di Auchan a rischio distorsione della concorrenza

Auchan fa sul serio e ha valutato oltre 100mila prodotti con il Bollino blu in 12 Paesi
L’obiettivo, spiega la multinazionale francese, è quello di guidare attivamente il cliente nella scelta dei prodotti maggiormente in linea con il concetto di “corretta alimentazione per l’adulto”, tra le principali categorie alimentari dell’ipermercato (più di 10mila prodotti di marca e a marchio Auchan), per mezzo del logo “Prodotti blu” che li rende immediatamente riconoscibili sugli scaffali.

Secondo Auchan Retail alla base della scelta sta un solido metodo scientifico (scritto in un Manifesto del benessere) che si basa su criteri oggettivi, qualitativi e quantitativi, applicabili alle diverse categorie di prodotto. A suggerire il metodo scientifico è stata chiamato in Italia un team composto da Simona Bertoli, medico nutrizionista del centro internazionale per lo studio della composizione corporea di Milano, Giacomo Biasucci, pediatra all’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, Carlo La Vecchia, epidemiologo del dipartimento di scienze cliniche dell’università di Milano e Adriana Tironi, medico del lavoro.

Auchan è comunque coerente con l’assenso dato, in ottobre, al Governo francese con il sistema di etichettatura Nutri-Score, una metodologia di etichettatura nutrizionale con 5 colori, dal verde intenso al rosso, assegnati agli alimenti in funzione sia del loro contenuto di nutrienti positivi (fibre, proteine, frutta, verdura) sia del loro apporto di nutrienti che favoriscono l’obesità (zucchero, sale, acidi grassi saturi).
In Italia Auchan non propone il Nutri-Score ma qualcosa che somiglia.

Il Salvagente non li salva
La rivista specializzata Il Salvagente ha fatto alcuni confronti tra prodotti con bollino blu e altri senza bollino rilevando alcune incoerenze e alimentando il sospetto che spesso il bollino blu sia attribuito per convenienza commerciale. Ma la verifica de Il Salvagente è realizzata solo su una manciata di prodotti e quindi troppo fragile per fare testo.

Federalimentare è scesa in campo per esortare i ministeri competenti sulla necessità di salvaguardare il consumatore dal proliferare di sistemi di valutazione dei cibi totalmente arbitrari. Senza citare Auchan, il presidente Luigi Scordamaglia, ha lanciato un vero e proprio allarme. “Siamo sinceramente allarmati dall’irresponsabile tendenza di alcune catene di distribuzione e aziende multinazionali di scegliere in totale autonomia, secondo regole non condivise, sistemi di valutazione dei prodotti alimentari basati non su evidenze scientifiche, ma sulla demonizzazione di un alimento o di un altro”.

Concorrenza a rischio
Centromarca invece tramite Ivo Ferrario, direttore delle relazioni esterne, commenta che “l’iniziativa di Auchan rivela un’elevata discrezionalità. Le informazioni fornite al consumatore non consentono di identificare con chiarezza quali sono i criteri per l’assegnazione dell’evidenziazione a scaffale. Ne risulta una comunicazione incompleta e fuorviante, che confonde e può determinare una distorsione della concorrenza. Quindi non in linea con le prescrizioni del Codice del Consumo, in cui è stabilito che le informazioni devono essere espresse in modo chiaro e comprensibile, tali da assicurare la consapevolezza del consumatore. Per questo abbiamo incontrato i rappresentanti di Auchan ed esposto le evidenze delle nostre analisi. Ora attendiamo un riscontro dal gruppo”.
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 Come i semafori inglesi
 Federalimentare non esita a paragonare l’iniziativa dei bollini blu alle etichette con il semaforo (traffic lights) introdotte nel Regno Unito per segnalare la presenza in eccesso (luce rossa), o viceversa nei limiti (gialla) o adeguata (verde), di sostanze come grassi saturi, zuccheri e sale. Un sistema che penalizza paradossalmente prodotti Dop, campioni del made in Italy di qualità, come il Parmigiano Reggiano, l’olio extravergine di oliva, il prosciutto di Parma e promuove bibite gassate come la Coca Cola Light ad esempio, che ha sostituito lo zucchero con gli edulcoranti e quindi ha meno calorie.

In realtà il Nutri-Score danneggia molto anche gli interessi dei produttori francesi, in particolare di quelli piccoli mentre gli industriali hanno scelto una profilo basso.  Ma come non ricordare la Francia come il Paese dei 246 formaggi citati da De Gaulle? O del Paese del Foie gras, non certo un esempio di alimentazione equilibrata.
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Coldiretti, metodo fuorviante
Strali anche da parte di Coldiretti: il presidente Roberto Moncalvo ha messo in guardia sull’aspetto salutistico di certi sistemi di etichettatura “fuorvianti, discriminatori ed incompleti” che “mettono in pericolo, non solo la salute dei cittadini italiani ed europei ma anche il sistema produttivo di qualità del made in Italy”.

La verità è che alla fine la Ue dovrebbe prendere una posizione comune in  questa babele, tenendo conto delle esigenze ineludibili di consigliare in modo sintetico il consumatore, ma anche di adottare una metodologia alimentare corretta ed equilibrata.

Dai semafori francesi stop al food italiano