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La marcia delle cooperative agroalimentari, il vino cresce di più: +112% in dieci anni

La forza della cooperazione si vede di più nel vino: negli ultimi dieci anni il vitivinicolo delle prime 25 cooperative ha aumentato il fatturato del 112%, seguito dall’ortofrutticolo, +82%, e dal lattiero-caseario. Nel complesso sono aumentate anche le retribuzioni lorde, +42%. In generale sono le imprese cooperative le vere amiche dei prodotti made in Italy: lavorano materia prima per il 74% di provenienza locale, per il 24% nazionale e
solo per il 2% estera. A vantare il forte legame con la base produttiva agricola, in particolare sono i settori di carne, ortofrutta, latte e vino. E’ uno degli aspetti messi in evidenza dall’Osservatorio della Cooperazione Agricola Italiana 2017 commissionato dall’Alleanza delle cooperative agroalimentari (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare) e Unicoop.

In particolare, le cooperative del settore delle carni fresche e trasformate esprimono la quota di fatturato più importante con 8,9 miliardi, pari al 26% del totale; seguono il comparto dell’ortofrutta (8,7 miliardi, 25% del fatturato totale), del latte (6,6 miliardi, 19%), dei servizi (4,8 miliardi, 14%) e del
vino (4,5 miliardi, 13%).

Numeri di tutto rispetto che mandano in secondo piano la percezione delle cooperative come aziende cronicamente sottocapitalizzate e lente nei processi decisionali.

Peso massimo
La cooperazione agroalimentare italiana conta su 4.703 imprese e garantisce occupazione a più di 91.500 addetti e genera un fatturato di quasi 35 miliardi di euro, pari al 23% del giro d’affari dell’alimentare italiano, ottenuto attraverso la lavorazione e trasformazione  di una quota pari al 32% della materia prima agricola italiana, per un valore di 16,1 miliardi di euro. Nell’ambito del vitivinivolo, iIn cima alla classifica italiana ci sono Giv (con 358 milioni di ricavi nel 2016), Caviro (300 milioni) e Cantine riunite & Civ (201 milioni).
Pur in presenza di un leggero calo dei soci produttori aderenti (-3%), la cooperazione registra una crescita sia del fatturato (+0,6%) che dell’occupazione (+0,9%). Buone anche le performance dell’export: complessivamente nel 2016 il sistema cooperativo italiano ha realizzato oltreconfine il 17% del proprio fatturato per un totale di circa 5 miliardi di euro, pari al 13% delle esportazioni agroalimentari italiane.

Export trainante
“Sono soddisfatto del quadro economico fotografato dal rapporto – commenta Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari – in particolare per il contributo importante che le cooperative stanno dando in termini di incremento delle vendite sui mercati internazionali. Il settore lattiero-caseario ha visto aumentare il proprio export del 20% in un solo anno, mentre le prime 25 cooperative vitivinicole hanno in media la metà del loro giro d’affari derivante proprio dall’export”.

Nella recente manifestazione milanese Vi.vite, Mercuri aveva sottolineato che “non è più tempo di improvvisazione: le pioccole aziende vincole hanno bisogo di enologi per fare buon prodotti. E di esperti di marketing e di mercati esteri per poterli vendere: praticamente il ruolo della cooperazione”. E ancora Mercuri aveva detto (con a sorpresa il candidato del M5S Di Maio in platea) che “la cooperazione non ha un colore politico ma solo l’esigenza di fare reddito per i soci e le loro famiglie”.

Vi.Vite: domani via all’evento dedicato alle cantine cooperative