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Castoldi (Euronics) chiede il concordato preventivo: a marzo il piano industriale

Castoldi punta al concordato preventivo in continuità. La società brianzola dell’elettronica di consumo aderente al network Euronics ha presentato istanza al Tribunale di Monza per accedere alla procedura di concordato preventivo (ex art. 160 e 161 della legge fallimentare). Il tribunale, con decreto del 13 dicembre 2017, ha concesso all’azienda tre mesi di tempo, fino a marzo, per elaborare un piano industriale e finanziario sostenibile, compreso il rimborso di una parte del debito.

Continuità aziendale
In una nota, la società dichiara di aver intrapreso tale percorso con l’obiettivo di tutelare e garantire la continuità aziendale, i suoi 150 dipendenti e il soddisfacimento dei creditori attraverso la prosecuzione delle proprie attività. Inoltre precisa che «questa decisione è maturata dopo che nel settembre 2017 la società è risultata coinvolta in un’indagine da parte della polizia giudiziaria di Como per una presunta frode fiscale».

Gli inquirenti hanno disposto i domiciliari per Marco Castoldi, ex ad della società omonima e comproprietario insieme alla cugina Rosaria Sara Piscitelli. Successivamente il tribunale della libertà ha disposto la revoca dei domiciliari. Tuttavia l’udienza preliminare non è stata ancora fissata ma è prevista per il prossimo mese di marzo.
Secondo la Castoldi, a partire dal mese di ottobre 2017, la società si è trovata nell’impossibilità di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni a causa del parziale irrigidimento del sistema bancario ma soprattutto per l’azzeramento dei fidi delle società di assicurazione del credito dei fornitori, determinati dalla diffusione della notizia dell’indagine in corso. Oggi il picco delle vendite natalizie, sebbene rallentato, sarebbe sostenuto da un magazzino di 18 milioni di merce.

La situazione 
Il decreto del Tribunale, come vuole la legge, ha fatto scattare la protezione sul patrimonio del debitore, ponendolo al riparo delle esecuzioni dei fornitori. Ma qual è la situazione di Castoldi? La società monzese sostiene che negli ultimi anni non ha riscontrato criticità dal punto di vista economico, patrimoniale o finanziario. Dai bilanci dell’ultimo biennio emerge che i ricavi (al dettaglio più l’ingrosso) sono calati da 107,3 milioni a 86 del 2016; l’Ebitda (riclassificato) da 3,1 milioni a 1,6 milioni .

L’anno scorso l’utile è stato di 400mila euro a fronte di una perdita di 646mila euro del 2015. Sul fronte finanziario, i debiti verso banche ammontano a circa 4,7 milioni, quelli verso altri finanziatori a 3,9 milioni e verso i fornitori a 22,7 milioni. Il patrimonio è di 4,3 milioni e le disponibilità liquide 1,5 milioni.
Secondo l’azienda, nei primi nove mesi del 2017 la società ha registrato un fatturato di oltre 66 milioni con un risultato economico positivo. «Sino al 30 settembre 2017 – scrive in una nota – ha sempre onorato i propri debiti, prodotto utile e mantenuto il patrimonio netto positivo, nonostante un contesto di contrazione di mercato che ha coinvolto la maggior parte delle aziende in ambito nazionale ed europeo».