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Stretta al prestito sociale Coop: finanziamenti mirati solo all’attività d’impresa

Giro di vite sul prestito sociale delle cooperative. E viene in mente quello delle cooperative di consumo, in particolare quello della catena commerciale Coop che dispone di un prestito sociale di oltre 9 miliardi. Molti ricordano le vicende della Coop Trieste e della Coop Carnica  che probabilmente hanno impposto un intervento, prima, di Banca d’Italia e, adesso, del Governo.

Con la legge finanziaria 2018 si sottolinea che i finanziamenti dei soci alle cooperative devono essere strettamente finalizzati al raggiungimento dell’oggetto e dello scopo sociale, insomma le cooperative non possono gestire il risparmio. E tanto meno finanziare acquisizioni finanziarie estranee all’attività propria. Lo prevedono i commi 238 e seguenti della legge di bilancio che fissano anche il limite massimo dei prestiti, il quale non può superare il triplo del capitale sociale. Viene introdotta una norma transitoria in base alla quale il rientro al di sotto di questo limite deve essere effettuato gradualmente entro tre anni con facoltà di proroga in casi eccezionali giustificati con l’interesse dei soci prestatori.

Prestito e patrimonio
Il limite massimo dei prestiti, pari a tre volte il patrimonio netto, era già previsto dalla delibera 584/2016 di Banca d’Italia per le cooperative con più di 50 soci ed ora assume il rango di legge. Viene data delega al Comitato per il credito ed il risparmio (Cicr), integrato di un membro della Banca di Italia proprio con riferimento ai prestiti delle società cooperative, per assumere con propria delibera altre restrizioni.

In particolare qualora l’indebitamento nei confronti dei soci della società cooperativa superi l’importo di 300mila euro e risulti superiore al patrimonio netto della società, il 30% deve essere coperto da garanzie reali o personali rilasciate da soggetti vigilati (banche eccetera). In alternativa la cooperativa deve aderire a uno schema di garanzia dei prestiti sociali con le caratteristiche indicate dalla delibera che dovrà assumere il Cicr.

Più trasparenza
Il Cicr dovrà assumere entro il 1° giugno una delibera che preveda anche gli obblighi di trasparenza e di pubblicità sulle caratteristiche e sui rischi del prestito sociale. Un decreto del ministero dello Sviluppo economico, competente sulla vigilanza cooperativa, per stabilire forme di controllo e di monitoraggio in materia di prestiti sociali.

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