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Rapporto Coop-Nomisma: consumi boom a Natale ma la conferma arriverà nel 2018

Natale consumi boom? La settimana del 25 dicembre avrebbe segnato una crescita media della spesa del 15,6% rispetto all’anno prima nei canali ipermercati e supermercati. Il dato, fornito da Nielsen all’Ufficio studi di Ancc-Coop, è sorprendente.

Una sorpresa, probabilmente, anche per Coop che negli ultimi anni è sempre stata la catena commerciale più tiepida sulla ripresa dei consumi e sulle prospettive.

Il dato risulta anche alle casse di Coop? “Da una prima rilevazione sulle vendite di Natale – dicono dal quartier geenrale delle cooperative – registriamo un andamento positivo e in linea con il trend rilevato da Nielsen per il totale nazionale, sovraperformando in molti territori il dato aggregato della distribuzione moderna”.

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Sondaggio ok
Sorprendenti anche le conclusioni del sondaggio condotto ancora dall’Ufficio studi di Ancc-Coop e Nomisma (in collaborazione con Ref Ricerche, Nielsen, Iri, Gfk, Crif e Pwc)  sulle previsioni dei consumi nel 2018.

Il sondaggio ha rilevato che ” il 2018 nasce sotto il segno del “benessere”, termine più concreto su cui gli italiani sembrano concentrare le aspettative. Nel 2016 e nel 2017 la “speranza” era stata invece la parola chiave con cui gli italiani avevano etichettato l’anno in arrivo.  La “ripresa”, annunciata già un anno fa, intanto si consolida, tira aria di “novità” e finanche “soddisfazione”. Insomma “gira al meglio l’umore degli italiani per il 2018” conclude  Ancc-Coop.
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Ma Iri frena
Diverse invece le previsioni di Iri sul 2018: “Se non ci saranno gli elementi climatici eccezionali dell’anno prima, come il freddo dello scorso inverno e la siccità estiva – sostiene Gianpaolo Costantino – l’anno si concluderà con una crescita pressoché dimezzata rispetto al 2017”. A meno che non cambino i fondamentali dell’economia italiana, a partire dall’occupazione.
Abbastanza fredde anche le altre catene commerciali, eccetto Conad che nel 2016 ha registrato una crescita delle vendite del 2,6% a rete costante.
Nel non food prevale la disillusione: per esempio nella grande distribuzione dell’elettronica le vendite di Natale sono state piatte, anche per gli effetti del Black friday, e alcune catene (da Castoldi-Euronics a Trony) vivono momenti difficili per la debolezza della domanda.

Ma la verifica generale sulle vendite di grocery si farà a Marca, l’evento sulla private label in programma a Bologna il 17 e il 18 gennaio.

Grande distribuzione, Discoverde nell’orbita di Conad

  • Veniero Carlo Maria Moroni |

    I soldi che arriveranno agli italiani come aumenti agli statali, ai professori, ai pensionati e agli indigenti come salario che nel 2017 non ci sono stati non possono che aumentare la domanda interna in modo molto considerevole. Se il 2017 si chiuderà a consuntivo vicino a una crescita del 2% del PIl è molto facile che si arriverà vicino al 3% a fine 2018. Il motivo è molto semplice la famiglie hanno cominciato a provare soddisfazione a cedere ai consumi e ovviamente questa soddisfazione diventa domanda interna che è il volano della nostra economia basata su un universo produttivo di PMI legate al territorio. I dati pubblicati sui media finora incentrati sulla rilevazione delle differenze negative con gli altri paesi dell’Europa cambieranno registro già nei primi mesi dell’anno e dal pessimismo si passerà progressivamente al quasi-trionfalismo accelerando il clima di fiducia delle famiglie e delle imprese.

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