Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
crunchusa

Colpo grosso di Ferrero negli Usa: acquista per 2,8 miliardi il cioccolato Crunch

e.scarci709@gmail.com
—————————-

Alla fine Ferrero brucia i concorrenti e con una maxi offerta di 2,8 miliari di dollari acquisisce il business dolciario statunitense di cui la “nuova” Nestlé voleva sbarazzarsi.  La più costosa operazione di acqusizione nella storia di Alba.
Sono una ventina i brand acquisiti da Nestlé ma tra questi non c’è la barretta Kit Kat (nota anche in Italia) come si era pensato in un primo momento.  Comunque ci sono alcuni marchi definiti “iconici”: il cioccolato Butterfinger, BabyRuth, 100Grand, Raisinets e Wonka, ma anche le caramelle weeTarts, LaffyTaffy e Nerds. Inoltre l’accordo prevede per Ferrero il diritto esclusivo sul marchio Crunch negli Stati Uniti nel comparto del confectionery. Oltre ai  brand Ferrero rileva gli stabilimenti Usa Nestlé a Bloomington, Franklin Park e Itasca, in Illinois, con i dipendenti collegati alla divisione confectionery.

Prezzo al max
Ferrero però compie un salto dimensionale e produttivo nel mercato più ricco del mondo, sia pure a caro prezzo. Acquista per 2,8 miliardi asset che generano ricavi per 900 milioni: la valutazione quindi è di poco più di 3 volte il fatturato mentre non sono noti i multipli reddituali.
Le prime indiscrezioni parlavano di una forchetta di prezzo di 1,8-2,5 miliardi. Comunque prima dello shopping Ferrero aveva bisogno non solo di nuovi mercati ma anche di nuovi prodotti per rivitalizzare un’offerta con “un’anzianità di servizio” ragguardevole: dai 53 anni di Nutella ai 48 di Tic Tac, dai 45 di Kinder ai 35 di Rocher.

Non che il gruppo non investa nei nuovi prodotti, ma si tratta di inventare qualcuno di successo all’altezza del passato.  Recentemente Ferrero ha lanciato Nutella B-ready (2015, nella gdo posizionato nell’area della prima colazione) e i biscotti Cards (2016). Starebbe inoltre testando alcuni prodotti nel dolce fuori pasto, cialda o biscotto farcito.  Si vedrà.

Il Ferrero della svolta

“Siamo entusiasti di aver acquisito il business dolciario di Nestlé negli Stati Uniti d’America – ha commentato il presidente Giovanni Ferrero, l’uomo della svolta strategica – che porta con sé un portafoglio eccezionale di marchi iconici ricchi di storia e di grande riconoscibilità. Ciò, combinato con l’attuale offerta Ferrero sul mercato americano, incluse le aziende recentemente acquisite Fannie May e Ferrara Candy Company, garantirà una gamma sostanzialmente più ampia, un’offerta più vasta di prodotti di alta qualità per i consumatori di snack al cioccolato, caramelle, dolciumi e prodotti stagionali da ricorrenza, oltre a nuove entusiasmanti opportunità di crescita nel più grande mercato dolciario del mondo”.

Con l’ultima preda Ferrero sale sul podio dei big del dolciario: alle spalle di Hershey e Mars. Peraltro recentemente Hershey ha rilevato il produttore di snack Amplify per 1,6 miliardi di dollari.

Il gruppo Ferrero ha registrato nell’anno fiscale 2016 (chiuso in agosto) ricavi complessivi consolidati per 10,3 miliardi, con un Ebitda di 1,6 miliardi (margine al 15,2%) e un utile netto di 793 milioni. Secondo l’ufficio studi di Mediobanca nell’anno fiscale  2016 l’attivo corrente lordo si attesta intorno ai 4 miliardi a cui vanno sottratti 1,2 miliardi di crediti commerciali.
L’azienda esprime un rapporto tra debito ed Ebitda di 1,85 volte contro le 1,45 volte di Nestlé e le 14 volte di Kraft che vanta un margine del 30% rispetto al 15% di Ferrero.

 

Ferrero e la strada in salita dell’innovazione: via a una raffica di nuovi prodotti

  • Massimo |

    Quando nasci in un paese è innegabile il compiacimento nel sentire notizie apparentemente favorevoli all’economia del medesimo.
    Vista però la nostra innata critica a tutto ciò che noi facciamo o meno, mi viene spontaneo un paragone senza avere la pretesa di dare giudizi semmai potrebbe essere che gli italiani sono autocritici perchè vivere da queste parti spinge spontaneamente in quella direzione.
    Pensavo al caso Parmalat, una azienda straniera acquista o meglio venduta ad una azienda straniera.
    I numeri tratti dal sole 24 ore dicono,
    Azienda acquisita Parmalat 6 Mld fatturato
    acquisto 4 Mld
    Redditività alta per il settore di appartenenza
    Alta liquidità in cassa.
    Ferrero
    gruppo di aziende acquisite fatturato 0,9 Mld
    Acquisto 2,8 Mld.
    I numeri ovviamente non hanno valore senza analisi approfondite certo, se fossero leggibili non si farebbero mille congetture.
    Ricorderei una fra le tante vicende di acquisti o tentativi di acquisto italiano all’estero.
    I cantieri navali francesi e, ma molto più indietro nel tempo il tentativo di scalata da parte del Sig. De Bendetti di una banca d’affari Belga ( mi scuso non ricordo ora il nome) tentativo stoppato in ogni modo.
    Per tutta una serie di notizie e vicende storiche non riesco ad essere così entusiata come vorrei, ma auguro grande successo all’azienda italiana.

  Post Precedente
Post Successivo