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Andrea Illy

Per illycaffè un anno di transizione, colpo d’acceleratore nel 2018

e.scarci709@gmail.com
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Il 2017 è stato un anno di transizione per illycaffè. La managerializzazione della multinazionale triestina e i cambi di alcuni membri della famiglia nel Cda non potevano non dare uno scossone (e generare indiscrezioni).

A margine del World economic forum di Davos, il presidente di illycaffè Andrea Illy (nella foto) dichiara a Il Sole 24 Ore che “il 2017 è stato un anno di consolidamento, di trasformazione della governance. Abbiamo migliorato la struttura organizzativa, siamo tra l’altro tornati in termini nuovi alla pubblicità. Ora puntiamo su una accelerazione».

Il bilancio consolidato 2016 si era chiuso con ricavi per 460,4 milioni, in crescita del 5,3%, un Ebitda sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, 65,3 milioni, e un utile netto di 16,6 milioni (16). La posizione finanziaria netta risultava negativa per 121 milioni (-120,6 milioni) ma il rapporto debito/equity scendeva sotto l’unità, esattamente a 0,94 (incidono gli stock di caffè nei magazzini).
Nel bilancio 2015 la crescita dei ricavi era stata di quasi il 12%.
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Caffè poco eccitante
Quanto ai corsi internazionali del caffè Illy non prevede grandi movimenti per le quotazioni del caffè, “almeno sino alla metà dell’anno. Per ora non ci sono ragioni per cui il prezzo della materia prima caffè debba innescare una tendenza al rialzo. Siamo in una fase di stabilità delle quotazioni ed è probabile che questa stabilità rimanga nei prossimi mesi. Tra l’altro, si prevede un surplus di produzione per il 2018 e questo anche è un fattore che certamente non spinge verso il rialzo. Questo quadro naturalmente potrebbe mutare in presenza di altri elementi, ad esempio forti cambiamenti meteorologici che possano influire sui livelli di produzione. Ma per ora questa è la situazione”.

Nell’ultimo anno le quotazioni internazionali del caffè arabica sono rimaste stabili, oscillando tra 130 e 125 cent$/libbra.

 

Gli Stati Uniti trainano i ricavi di IIllycaffè