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Perugina, la soluzione per i 340 esuberi. Il 15 meeting al Mise

Cioccolato meno amaro per Perugina. Sono una settantina i lavoratori della Perugina che hanno aderito alle proposte di esodo incentivato a cui vanno aggiunti 93 posizioni disponibili da altre aziende per ricollocamenti esterni, con incentivi.
Questi aggiunti ai 150 contratti part time (Nestlè la scorsa settimana avrebbe avviato un sondaggio interno per raccogliere le disponibilità) e ai circa 30 che possono accedere alle isopensioni (prorogate a 7 anni con l’ultima legge di Bilancio) porterebbero il totale vicino ai 340 esuberi evidenziati dal piano industriale per il polo produttivo di San Sisto.

Numeri giusti?
Problema degli esuberi risolto? No. Perché tutti numeri e le ipotesi andranno verificati nell’incontro del 15 febbraio, con sindacati e istituzioni al Mise. Il  viceministro Teresa Bellanova intende chiudere una vertenza che si trascina da un anno.

Nei fatti, Nestlè si è impegnata a investire 60 milioni nello stabilimento di San Sisto e sul processo d’internazionalizzazione, specie per il Bacio Perugina. Ma c’è bisogno di tempo per conquistare quote sui mercati esteri e poi il 40% dei volumi futuri dipende dalla volontà delle consociate estere Nestlé. La multinazionale ha ribaltato strategia e presenza in Italia, dopo aver chiuso il biennio 2015/16 con perdite per 43 milioni.

 

 

  • Max |

    Non si riesce a capire come mai Nestlè non investi in qualche altro prodotto oltre la cioccolata, che è ormai in calo di consumi da anni.
    Le persone mangiano molto meno cioccolata rispetto ad alcuni anni fa, ma loro continuano ad investire “60 milioni di euro in produzioni di cioccolata”.
    Ma sono di coccio? Ma non li leggono i dati? Boh.

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